Il parquet inchiodato: il fascino della posa più antica

Caratteristiche e finiture per il parquet inchiodato

Oggi ci occupiamo del parquet inchiodato dando spazio alla forma di posa più antica e tradizionale del parquet. A tutt’oggi diffusa e molto apprezzata rappresenta sicuramente una metodologia più lunga e costosa rispetto alla più nota posa incollata. Richiede come vedremo alcune accortezze particolari, nonostante questo per gli amanti del genere, calpestare questa tipologia di pavimento dal tipico scricchiolio, è un piacere impagabile.

Caratteristiche del parquet inchiodato

Le doghe in legno necessarie per la posa del parquet inchiodato devono presentare uno spessore non inferiore ai 18 mm. È indispensabile un fondo che consenta l’ancoraggio dei chiodi, di norma realizzato con uno strato di legno sostenuto dal massetto oppure con i megatelli, ovvero listelli distanziati e disposti in trasversale, fissati nel cemento. Più spesso è un tipo di posa realizzata direttamente su cemento avendo cura che il fondo risulti omogeneo.

Se si ha invece l’esigenza di procedere su una pavimentazione già esistente, la posa inchiodata può essere eseguita incollando, sulla superficie pavimentata, dei pannelli OBS e quindi inchiodando su di essi i listoni di parquet. I pannelli di tipo OBS sono superfici in legno di seconda scelta ottenute da scaglie incollate fra loro. L’impiego di questa seconda soluzione ha il vantaggio in presenza di problemi di peso complessivo, di non gravare ulteriormente sulla struttura con il massetto cementizio oltre a rendere possibili tutti i diversi schemi di posa più conosciuti.

Spesso sul fondo in legno viene posata una barriera al vapore.

parquet inchiodato posa

Caratteristiche della posa inchiodata

Piuttosto articolata, la posa inchiodata deve essere eseguita con grande attenzione avendo cura di lasciare una distanza dalla parete di circa 10 mm in modo che il legno possa dilatarsi, senza per questo creare fessure o intersezioni fra i listoni. Infatti il parquet inchiodato è una tipologia di pavimentazione che più delle altre si confronta con gli assestamenti cui il legno, in quanto materiale naturale è soggetto. I mutamenti delle essenze sono senza dubbio influenzati dalle condizioni ambientali; proprio per questa ragione, prima di posare il parquet inchiodato, i listoni vengono lasciati nell’ambiente di destinazione così da stabilizzarsi in funzione della temperatura e dell’umidità presenti.

Fra i principali segni distintivi di un parquet inchiodato inoltre, non possiamo non menzionare il cosiddetto effetto a “cassa armonica”, ovvero come abbiamo accennato in apertura, lo scricchiolio generato dai passi sulla superficie lignea. Un elemento di grande suggestione per gli amanti fascino per gli amanti del genere perché sembra evocare le pavimentazioni delle grandi abitazioni nobiliari di un tempo.

Per chi desideri una posa inchiodata è fondamentale la scelta dell’essenza per il parquet che concorre in modo decisivo alla durata e alla resa complessiva della pavimentazione. Per questo tipo di posa a essere impiegato è di norma il legno massello, a volte anche il prefinito purché i listelli siano sufficientemente spessi da prevedere agilmente la presenza dei chiodi.

Ovviamente le essenze da prediligere in questi casi sono quelle caratterizzate da particolare stabilità e resistenza all’umidità.

Parquet inchiodato e finitura Solid Renner

Per la finitura del parquet inchiodato, come abbiamo già detto la più tradizionale delle pose, ci sentiamo di propendere per l’utilizzo dell’olio. Scegliamo in particolare SolidOil, l’olio all’acqua per il parquet della Linea Solid Renner. Dotato di elevate qualità traspiranti, è un prodotto che consente la naturale rigenerazione del legno proteggendo la superficie e garantendo la piena salute della fibra.

finitura a olio parquet inchiodato

SolidOil la finitura ideale per il parquet inchiodato

SolidOil è una vernice bicomponente all’acqua a effetto olio naturale e intensa opacità. Formulata a base di resine acriliche uretaniche, garantisce prestazioni, in termini di resistenza alle abrasioni e all’usura da calpestio, di gran lunga superiori rispetto ai tradizionali trattamenti a cera o a olio, particolarmente in uso per questa tipologia di pavimentazione.

Protezione intensa e grande resa estetica dunque per un prodotto verniciante ecocompatibile, a minimo contenuto di solvente e privo di sostanze dannose per la salute dell’utilizzatore finale e del posatore impegnato nelle operazioni di stesura del prodotto. Indicato sia su pavimenti al grezzo che per il ripristino di pavimentazioni già trattate, è un prodotto certificato secondo la normativa UNI EN 15185 per la resistenza alle abrasioni, secondo UNI EN 13442 per la resistenza agli agenti chimici e per la UNI 9300 come resistenza allo sporco.

Giunti a questo punto non resta che impegnarsi nella scelta del legno da posare e godersi la morbida carezza di un pavimento in legno.

Parquet in cucinatendenze parquet