TRA I NENET DELLA SIBERIA, IL POPOLO NOMADE MINACCIATO DALL’INDUSTRIA DEL GAS

Il viaggio dei Nenet attraverso le rotte di migrazione delle renne nella tundra russa

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La Siberia è conosciuta a tutti per i suoi paesaggi aspri e per le temperature gelide. Ed è proprio in questa regione difficile che abitano diverse comunità indigene che ogni giorno sono costretti a sopravvivere alla natura selvaggia, ai preoccupanti cambiamenti climatici e alla scelleratezza dei popoli “civilizzati”.

È il caso dei Nenet un popolo nomade che vive nella penisola di Yamal, a ovest della pianura siberiana, la cui sopravvivenza è minacciata non dal clima ostile dalla Siberia ma dalle società del gas.

 

Il viaggio dei Nenet verso il Circolo Polare Artico

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L’attività principale dei Nenet è l’allevamento delle renne da cui deriva il regime di vita nomade di questa tribù che ciclicamente si sposta seguendo le rotte di migrazione delle mandrie.

In un solo anno, le mandrie di renne vengono spostate circa 70 volte, in un viaggio alla ricerca di pascoli di licheni bianchi. Sono più di mille i chilometri che questi nomadi percorrono in direzione nord lungo la Penisola Yamal, verso la costa artica.

 

I cambiamenti climatici ostacolano la marcia dei Nenet

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Da qualche anno, i Nenet non riescono più a raggiungere i pascoli estivi sul Mar di Kara. La causa è dovuta ai cambiamenti climatici che hanno modificato di molto la morfologia della regione siberiana. Ormai non è inconsueto che durante la stagione invernale anomale ondate di caldo provochino piogge abbondanti nel sud della penisola, con conseguenti gelate che hanno ricoperto i pascoli di uno spesso strato di ghiaccio che le renne non riuscivano a scavare. Ogni anno i Nenet perdono così decine di migliaia di capi di bestiame e quelli sopravvissuti, spesso sono troppo deboli per affrontare le lunghe migrazioni.

 

La minaccia dell’industria del gas

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A minacciare la sopravvivenza dei Nenet non è solo il riscaldamento globale, ma anche l’industria del gas. Il sottosuolo della Penisola del Yamal, in cui vive il popolo nomade, è ricco di enormi giacimenti di gas naturale.

Il gigante di stato russo Gazprom ha già pianificato di trivellare l’intera regione di Yamal che contiene riserve sufficienti a coprire il fabbisogno mondiale per cinque anni.

 

La persecuzione dei Nenet

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Oggi, solo il 10% dei popoli tribali siberiani vive una vita nomade. 30 anni fa, la percentuale era del 70%. I Nenet, così come le altre tribù nomadi, sono sopravvissuti agli zar, a decenni di collettivizzazione forzata, a persecuzioni religiose e alle rivoluzioni comuniste e liberiste. Ora rischiano di sparire definitivamente a causa del profitto economico.

Anche se l’ONU è intervenuta ufficialmente con il governo russo per preservare il regime di vita dei Nenet, questi nomadi non possono ancora definirsi al sicuro.

Temprati dall’asprezza del territorio e mossi da saldi valori morali, lottano non solo per la propria libertà, ma perché la terra in cui sono nati resti così com’è: con la sua bellezza intoccabile e con le sue renne.

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