HO VAN LANG: LA STORIA DI UN UOMO SOPRAVVISSUTO 40 ANNI NELLA GIUNGLA

Oggi con Passi di Natura vi raccontiamo la straordinaria vita di Ho Van Lang, vissuto isolato per oltre 40 anni nel cuore della giungla

Tutto ha inizio nel 1971, negli ultimi anni della guerra del Vietnam. La casa di Ho Van Tahnh viene bombardata e l’uomo, credendo morti la moglie e due suoi figli, afferra il figlio di un anno e scappa, rifugiandosi nella foresta della regione centrale di Quang Ngai. Rimasto fortemente scioccato, Tahnh non era più ritornato nel suo villaggio.

È nella foresta che padre e figlio, credendo che la guerra fosse ancora in corso, hanno continuato a vivere per oltre 40 anni.

Sopravvivere nella giungla

Lang è cresciuto e vissuto per gran parte della sua vita nella giungla, senza mai venire in contatto con il resto del mondo.

Per sopravvivere in un ambiente così ostile, Ho Van Lang e suo padre hanno sempre vissuto vicino a un corso d’acqua, mangiando di tutto: frutta, verdura, miele, foglie ma anche animali di ogni specie, dalle scimmie ai pesci, dalle rane ai pipistrelli. I due avevano anche coltivato a canna da zucchero un campo grande un ettaro.

Per ripararsi dal freddo, Lang e suo padre indossavano abiti confezionati con fibra di corteccia, per proteggersi dalla pioggia avevano invece costruito un ombrello fatto di foglie e guscio di tartaruga.

Anche il fuoco è stato un prezioso alleato, sia per proteggersi dal freddo che per tenere lontani serpenti, zanzare e centopiedi.

Nel corso della sua vita nella giungla, Lang ha collezionato circa 20 pezzi di stoviglie, fatte con pezzi di bombe trovati nella foresta. E poi ancora pentole e vasi realizzate con parti di un elicottero americano.

 

Lang e la sua idea del mondo

Per comunicare, padre e figlio usavano un dialetto Cor e Lang aveva imparato a contare fino a 10. I numeri successivi erano quantificati come “più di 10”.

Per oltre quarant’anni, Ho Van Lang ha potuto osservare se stesso solo specchiandosi in corsi d’acqua. Non ha mai conosciuto la malattia e ha sempre rifiutato il concetto di morte. Suo padre gli aveva parlato degli aerei e di alcuni altri oggetti del mondo civilizzato e Lang ha finito per credere che la Luna fosse stata creata dagli uomini.

Lang ha raccontato di non aver mai guardato alla giungla come inospitale, crescendo nella natura ha imparato ad adattarsi ad essa. Il pericolo più grande per i due è sempre stato l’uomo che deforestando zone sempre più ampie di giungla, ha costretto padre e figlio a spostarsi verso le montagne, spingendoli così a isolarsi ancora di più.

Il ritrovamento

Tri, uno dei due figli che Ho Van Tahnh aveva creduto morto, è in realtà sopravvissuto al bombardamento. Sembra che Tri fosse riuscito a trovare il padre e il fratello già molti anni prima del loro rientro nella civiltà, ma il giovane non era riuscito a convincere i due a ritornare al villaggio. Tahnh non credeva che Tri fosse suo figlio, né tanto meno che la guerra fosse ormai finita. Insieme a uno zio, Tri aveva di nuovo riavvicinato quello che restava della sua famiglia, portando loro alcuni rifornimenti che pare non siano mai stati utilizzati.

Nel 2013, infine, le autorità locali sono riusciti a individuare Lang e Tahnh, su segnalazione di alcuni residenti intimoriti dall’aspetto e dai modi dei due “uomini della giungla”, e riportarli finalmente a casa.

Lang è così salito per la prima volta su un’automobile e ha visto la prima strada. Una volta rientrato in società, ha fatto fatica a comprendere il concetto di “animali domestici” ed è rimasto stupefatto dalle lampadine.

Il ritorno alla civiltà di Ho Van Lang non è di certo stato indolore, ma un uomo che ha saputo sopravvivere nella giungla per oltre 40 anni senza l’aiuto di nessuno, saprà certamente adattarsi alle comodità della vita moderna.

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